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INAMMISSIBILITÀ DEL PIGNORAMENTO DI QUOTE DI SOCIETÀ DI PERSONE (Trib. Roma 22 settembre 2016)

Il Tribunale di Roma, Ufficio del Giudice del Registro delle Imprese, con provvedimento del 22 settembre 2016, nega la sussistenza dei presupposti per l’iscrizione del pignoramento di quote sociali di società di persone, stante il principio di tipicità degli atti da iscrivere nel registro delle imprese: infatti, a differenza di quanto previsto dalla disciplina sulla espropriazione delle quote di società a responsabilità limitata (art. 2471 c.c.), il codice civile e quello di procedura civile non prevedono tale possibilità.

Le ragioni sostanziali che portano a negare l’ammissibilità del pignoramento di quote di società di persone sono ben note: il pignoramento, infatti, si porrebbe in netto contrasto con il disposto dell’art. 2305, c.c., secondo cui «il creditore particolare del socio, finché dura la società, non può chiedere la liquidazione della quota del socio debitore».

L’espropriazione della quota, comportando l’inserimento nella compagine sociale di un nuovo soggetto prescindendo dalla volontà degli altri soci, introdurrebbe un elemento di “novità” incompatibile con i caratteri di tale tipo di società (v. già Corte D’Appello Milano 23 marzo 1999 che ha escluso l’ammissibilità del sequestro conservativo durante societate di quote di società in accomandita semplice; successivamente, Cass. 7 novembre 2002, n. 15065).
Soluzione che appare, peraltro, coerente con la disciplina in tema di azioni esecutive del creditore particolare del socio, che nelle società semplici può, ai sensi dell’art. 2270 c.c., compiere atti conservativi sulla quota spettante a quest'ultimo nella liquidazione e chiedere in ogni tempo la liquidazione della quota del suo debitore soltanto se gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi.
Tuttavia, ed è questa la rilevanza della decisione in rassegna, l’astratta espropriabilità della partecipazione – e di conseguenza la sua astratta pignorabilità – trovano un ulteriore limite nella mancanza di una previsione legislativa che disciplini la relativa procedura di iscrizione o di deposito, il che, in considerazione del principio di tipicità degli atti da iscrivere nel registro, anche laddove vi si volesse procedere a soli fini di pubblicità notizia, porta ad escludere la sussistenza dei presupposti per disporre l’iscrizione nel registro delle imprese del pignoramento.