NOTAIO
LINARES
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INDAGATO PER CRIMINI DOMESTICI "SOSPESO" DALLA SUCCESSIONE

Il 16 febbraio entrerà in vigore la legge 11 gennaio 2018, n. 4, che prevede modifiche al Codice civile, al Codice penale, al Codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici. L’articolo 5 introduce nel Codice civile il nuovo articolo 463-bis, che prevede la “sospensione dalla successione” nei confronti del coniuge (anche legalmente separato) e della parte dell’unione civile indagati per l’omicidio volontario o tentato nei confronti dell’altro coniuge o dell’altra parte dell’unione civile, fino al decreto di archiviazione o alla sentenza definitiva di proscioglimento. La disciplina si applica anche alle persone indagate per l’omicidio volontario o tentato nei confronti di uno o entrambi i genitori, del fratello o della sorella. In tutti questi casi si procede alla nomina di un curatore dell’eredità giacente. Qualora, successivamente, la persona indagata sia condannata o abbia patteggiato la pena, sarà esclusa dalla successione per indegnità in base all'articolo 463 del Codice civile.
La nuova legge interviene anche sul Codice di procedura penale, introducendo l’articolo 537-bis e integrando il comma 2 dell’articolo 444, rimediando così a una sorta di “difetto” della disciplina attuale.
Per la giurisprudenza di Cassazione l’indegnità a succedere non impedisce infatti la chiamata all’eredità, ma comporta la rimozione dell'acquisto successorio solo su domanda di parte e a seguito di sentenza. Con la nuova disciplina, invece, l’esclusione dalla successione è dichiarata dal giudice penale quando pronuncia sentenza di condanna. Lo stesso avviene in caso di patteggiamento (l’articolo 444, comma 2, del Codice di procedura penale richiama l'articolo 537-bis).
Dunque, è richiesto l'intervento del giudice. Ma, attenzione, è un intervento dichiarativo, non più costitutivo come si riteneva in passato. In prima approssimazione, sembrerebbe quindi che queste ipotesi di indegnità seguano ope legis, non più ope iudicis.
L’ipotesi che siano cause d’incapacità relativa a succedere non sembra peregrina.
Molti punti d’ombra. Il riferimento al convivente è assente nell’articolo 463-bis, che prevede la sospensione dalla successione solo riguardo ai successibili per legge. È vero che il convivente non ha diritti successori, ma potrebbe essere stato nominato erede testamentario ed essere indagato per avere ucciso o tentato di uccidere il testatore.
Non è l'incongruenza più vistosa. Il responsabile è escluso dalla successione del coniuge o della parte dell’unione civile, ma, seppur in via indiretta, potrebbe ugualmente conseguirne i beni ereditari. Egli non è infatti escluso dalla successione del figlio cui sono pervenuti quei beni. Una soluzione in linea con una tradizione tutta italiana (si pensi ai vari intrecci che si verificano nel caso di chi ha contratto più matrimoni o unioni civili).
Nulla da dire sugli obiettivi perseguiti. Ma il difetto di coordinamento è vistoso. Occorrerà impegno per scoprire, ad esempio, quali siano gli strumenti per rendere la sospensione conoscibile dall’indagato e opponibile ai terzi. Che il Pm, compatibilmente con le esigenze di segretezza dell’indagine, debba comunicare senza ritardo alla cancelleria del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione l’avvenuta iscrizione nel registro delle notizie di reato “ai fini della sospensione” è solo un indizio.
Il provvedimento che fa riflettere. Il tema è molto importante e viene da domandarsi se dopo l'urgenza di far fronte all’emergenza non sia arrivato il momento di dover gestire l’emergenza di far fronte all'urgenza.