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PROCEDURA ESECUTIVA AVENTE AD OGGETTO IMMOBILE DI INTERESSE CULTURALE

Il Notariato ha diffuso un nuovo studio, il n. 9-2018/E, focalizzato sul tema “L'espropriazione di un bene immobile culturale”.
L’elaborato, approvato dal gruppo di studio sulle esecuzioni immobiliari e attività delegate il 12 febbraio 2018, è stato pubblicato sul sito internet del Consiglio nazionale il 30 marzo 2018.
Nel medesimo, sono analizzate le problematiche collegate all'espropriazione di un bene immobile “culturale”, i beni, ossia, così qualificati ai sensi dell'articolo 10, comma 3, del Decreto legislativo n. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio).
In questi casi - si legge nello studio - la disciplina generale dettata per il relativo trasferimento deve essere adattata al processo esecutivo.
L'articolato si sofferma, quindi, sul contenuto dell'ordinanza di vendita che abbia ad oggetto i beni culturali e sulle conseguenze che ne derivano.
Analizzate, a seguire, anche le conseguenze dell'esercizio del diritto di prelazione o del mancato esercizio del medesimo sul processo esecutivo pendente.
Da qui la constatazione che “l'atto amministrativo di esercizio della prelazione fa venir meno il decreto di trasferimento ma non produce l'improseguibilità del processo pendente”, dalla quale si fa derivare:
• l'obbligo per chi ha esercitato la prelazione di versare la somma in modo da assoggettarla al vincolo del soddisfacimento dei creditori;
• il diritto dell'aggiudicatario alla restituzione di quanto ha versato a titolo di prezzo.

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